Saturday, July 2, 2016

If Peacock has come across your path ...

... the Peacock is here to remind that now is the time to acknowledge your dreams and aspirations within yourself.


Le fameux paon de Luchon

Thursday, January 14, 2016

In memory

Il nous a laissé, Tancrède Melet


Il nous a inspiré et il continue à le faire pour notre prochain défi.
Au revoir, Tancrède !

Wednesday, January 6, 2016

Nuovo

Sbobbinati i rullini, ecco il nostro racconto dell'epica Trans'Alpes
https://goo.gl/photos/vFSE7HBmEkokH1wo6


E per il Nuovo, come disse Jacques Brel:
"Je vous souhaite des rêves à n'en plus finir et l'envie furieuse d'en realiser quelques uns.
Je vous souhaite d'aimer ce qu il faut aimer et d'oublier ce qu il faut oublier. 

Je vous souhaite des passions. 
Je vous souhaite des silences. 
Je vous souhaite des chants d'oiseaux au réveil et des rires d'enfants.
Je vous souhaite de résister à l'enlisement, à l'indifférence, aux vertus négatives de notre époque. 
Je vous souhaite surtout d'être vous."

Saturday, September 12, 2015

Retour

Retour au 1000hPa
Retour à la maison
Retour à mon yoga-mat

Avant démêler les 2000 photos prises, voilà un tout petit bout à goûter





Wednesday, July 8, 2015

Trans'Alpes

Si provano i menù
Si prendono le misure
Si studiano le carte
Per disegnare una nuova avventura
Che si srotola lungo un filo

Per non perdere il filo, od infilarsi tra di noi:
https://www.google.com/maps/d/edit?mid=zJyTx9SVvMew.kxEm_nN5MM-s


Su, Fab, Marie & Tom


Thursday, March 12, 2015

Dare to dream

Descente en S4 du col d'Aulon

"So, tell me what is it you plan to do with your one, wild and precious life?"
Mary Oliver

Wednesday, January 14, 2015

La roue tourne

Con immenso ritardo, srotolo qui di seguito le fasi salienti del viaggio a bicicletta Toulouse-Agay.
Chilometri percorsi: milleeduecento
Dislivello totale accumulato: se ne è presto perso il conto ...


Buona visione!

E nello spirito del viaggio e per celebrare questo nuovo anno da poco incominciato (che per me ogni anno è come un nuovo viaggio), rileggo una poesia di Mary Oliver, poetessa americana incontrata per caso nella Elm City.

The Journey

One day you finally knew
what you had to do, and began,
though the voices around you
kept shouting
their bad advice --
though the whole house
began to tremble
and you felt the old tug
at your ankles.
"Mend my life!"
each voice cried.
But you didn't stop.
You knew what you had to do,
though the wind pried
with its stiff fingers
at the very foundations,
though their melancholy
was terrible.
It was already late
enough, and a wild night,
and the road full of fallen
branches and stones.
But little by little,
as you left their voices behind,
the stars began to burn
through the sheets of clouds,
and there was a new voice
which you slowly
recognized as your own,
that kept you company
as you strode deeper and deeper
into the world,
determined to do
the only thing you could do --
determined to save
the only life you could save.

Je suis Charlie


Sunday, July 6, 2014

Life is beautiful!

Finalmente la stagione dell'arrampicata è iniziata anche qui, dopo un lunghissimo e freddissimo inverno.

Così, dopo una ripassata tra Les Calanques, si va a Pinnacle Rock. Qui si arrampica solo in modo tradizionale, niente spits, solo tanta fede che tutto tenga a dovere. Ripenso, allora, alle storie che raccontava  il Walter (Bonatti) e mi dico che solo un pazzo potrebbe arrampicare in quel modo - He's a nut. 
Comunque noi la si fece semplice: si fissò la corda dall'alto, poi sali e scendi, e penzola, e così avanti per ore. 
Bello!

Trad climbing at Pinnacle Rock with Helena, David and Siobhan (behind the  lens)

Trad climbing at Pinnacle Rock
Per me arrampicare è un po' come crescere. 
C'è quel momento in cui non sai proprio come fare, guardi dappertutto, avanti, indietro: non vedi nulla. 
Ed ora come si fa? 
Per un attimo ti scordi quasi di respirare. 
Poi eccolo, arriva un lampo di lucidità, di consapevolezza, e la presa tanto agognata spunta fuori dalla roccia, come se l'avessi creata tu, o forse sarà che nella calma si intravedono meglio le infinite possibilità? 
E così ti ritrovi di un sputo più in alto, e quello che prime era il tuo limite, ora è un nuovo inizio. 
Già, crescere è un po' come arrampicare.

p.s. Di recente ho visto il documentario, premio Oscar 2014: "The lady in number 6".
Questa donna ed il suo modo di guardare alla vita sono straordinari, letteralmente al di fuori dell'ordinario. 
Leggete un po' qui …

Saturday, May 24, 2014

Le devise Shadock … et celui du Dalai Lama



"Dovremmo ricordare che se una situazione non si può cambiare, non c'è motivo di preoccuparsi; nemmeno se si può cambiare c'è motivo di preoccuparsi: basta agire per cambiarla."
(Tenzin Gyatso, S.S. il XIV Dalai Lama)

p.s. et voila d'où viennent les Shadoks... 

Saturday, March 15, 2014

Yo soy sobrio, no pobre

Da un po' di tempo a questa parte, qui nel Nuovo Mondo, gira una pubblicità molto poco decrescente di un noto marchio di auto di lusso. Alla domanda del perché gli abitanti del Nuovo Mondo (les Ricains, comme disent les francais) lavorino come dei pazzi e si prendano solo due settimane di vacanze in agosto, mentre nel Vecchio Mondo le vacanze durano un mese (oltre poi le pause-caffè, le pause-pranzo …), qual è la risposta?
Les ricains lavorano di più per comprare più cose … e di lusso!

Sempre nel Nuovo Mondo, ma ad altre latitudini, da un mondo tutto capovolto, c'è chi invece la pensa diversamente. Per fortuna, dico io.
Ecco quale è l'idea di vita di José Mujica detto El Pepe, Presidente dell'Uruguay.


"La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario, ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. 
L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere".

¡Qué viva la sobriedad!
¡VIVA!

Monday, February 17, 2014

Just for today

Just for today, I will try to live through this day only, and not tackle my whole life problem at once. I can do something for twelve hours that would appall me if I felt I had to keep it up for a lifetime.

Just for today, I will be happy. This assumes to be true what 
Abraham Lincoln said, that “most folks are as happy as they make up their minds to be.”

Just for today, I will try to strengthen my mind. I will study. I will learn something useful. I will not be a mental loafer. I will read something that requires effort, thought and concentration.

Just for today, I will adjust myself to what is, and not try 
to adjust everything to my own desires. I will take my “luck” as it comes, and fit myself to it.

Just for today, I will exercise my soul in three ways: I will do somebody a good turn, and not get found out. I will do at least two things I don’t want to do–just for exercise. I will not show anyone that my feelings are hurt; they may be hurt, but today I will not show it.

Just for today, I will be agreeable. I will look as well as I can, dress becomingly, talk low, act courteously, criticize not one bit, not find fault with anything and not try to improve or regulate anybody except myself.

Just for today, I will have a program. I may not follow it exactly, but I will have it. I will save myself from two pests: hurry and indecision.

Just for today, I will have a quiet half hour all by myself, and relax. During this half hour, sometime, I will try to get a better perspective of my life.

Just for today, I will be unafraid. Especially I will not be afraid to enjoy what is beautiful, and to believe that as I give to the world, so the world will give to me.

Sybil F. Partridge (1916)

...and just forever SNOW (and SNOW STORM) here in the Elm City!

Saturday, February 15, 2014

Mindfulness Meditation


The Ocean from West Haven, kind of meditation :) 











Accade spesso che qualunque cosa stiamo facendo – seduti, in cammino, in piedi oppure sdraiati – la mente è per lo più sconnessa dalla realtà immediata ed è invece assorta nella compulsiva concettualizzazione del futuro o del passato.
Mentre camminiamo, pensiamo ad arrivare e quando arriviamo, pensiamo ad andare. Quando mangiamo, pensiamo a fare i piatti e quando facciamo i piatti, pensiamo a guardare la televisione. Questo è un modo bizzarro di far funzionare una mente.
Non siamo connessi con la situazione attuale, ma pensiamo sempre a qualcos’altro. 
Troppo spesso ci consumiamo con l’ansia e i desideri, coi rimpianti del passato e con l’anticipazione del futuro, perdendo completamente la fragrante semplicità del momento presente.

B. Alan Wallace

Thursday, October 17, 2013

Wednesday, October 16, 2013

Loser

This is fun!

Friday, August 16, 2013

Resilience


Ski de rando aux Peyras, Février 2013

Questo è quel pergolato
e questa è quell’uva
che la volpe della favola
giudicò poco matura
perché stava troppo in alto.
Fate un salto,
fatene un altro.
Se non ci arrivate
riprovate domattina,
vedrete che ogni giorno
un poco si avvicina
il dolce frutto;
l’allenamento è tutto.

Gianni Rodari


E guarda, guarda, tra le mie letture quotidiane d'oltremare, incrocio un articolo sul "The New Yorker" simil-filastrocca di Rodari ...


A questo punto mi sa che la strada per preparare l'ascesa al Castore-Polluce sarà bella lunga, lunghissima :-)

Sunday, August 11, 2013

Big

Ed eccolo il mio Big Jim, passato per "The Elm City" prima di ritornare a camminare e penzolar per Pirenei ...
(Tita, è sfuocata, ma siamo vestiti :D)


Così si riscoprì:
- l'equilibrio di una slack line
- il gusto della pizza fatta in casa, poi se è il Big Jim che stende è tutto più facile :)
- il piacere di leggere assieme, ad alta voce
- la sorpresa di andar a correre su per la collina, poi veder l'oceano mare, ed infine ritrovare la via del ritorno illuminata da lucciole ballerine
- il bello di perdere tempo

Infine, si partì alla volta di "The Big Apple" sfidando il "caldoumido", parola che non definirei composta, quanto piuttosto appiccicata tanto questo clima ricorda quello della parentesi brasiliana ...

:D :D :D
Walking on Brooklyn Bridge
Ora si riprende il ritmo frenetico degli Yankees, aggiungendoci un po' di arrampicata (qui si può fare del crack climbing in sala!!), un corso di Power Vinyasa (che sembra un corso di yoga per tamarri ma non lo e' :)) e un po' di lavoro a maglia :D

Monday, July 1, 2013

"Bringázz a munkába"

Scoperte queste pubblicità progresso ungheresi che incitano all'uso della bici per andare al lavoro :)



Sunday, June 30, 2013

Questione di punti di vista ...

Scorci di Nuovo Mondo (East Rock Park)


Immersa in questo Nuovo (Pazzo) Mondo dove l'importante è non fermarsi mai e lavorare sempre (!), mi piace leggere questa storiella ... :D

Un ufficiale navale inglese naufrago su un’isola remota del sud Pacifico fece amicizia con un indigeno al quale cercava continuamente di provare la propria superiorità e la superiorità della propria cultura.
Per l’inglese tutto era una competizione: da chi accendeva il miglior fuoco a chi costruiva la capanna più funzionale.
Questo atteggiamento rendeva perplesso l’indigeno per il quale la vita era divertente come un gioco.
Semplicemente non comprendeva l’intensità dell’inglese.

Un giorno l’inglese, sfidò come era solito fare l’indigeno. Indicando un punto a circa mezzo miglio sulla bellissima spiaggia annunciò: “Faremo una gara da qui a quel punto laggiù.” L’indigeno si disse d’accordo e l’inglese che doveva sempre organizzare tutto fissò regole e condizioni: “Ognuno di noi si allenerà in privato nel modo a lui più confacente per due settimane e il quattordicesimo giorno gareggeremo.”

Il giorno prestabilito si allinearono sulla linea di partenza e l’inglese sparò un colpo di pistola in aria per dare il via alla gara. Con la sua solita intensità, spingendo se stesso al limite delle sue possibilità fisiche e stringendo i denti per lo sforzo portò se stesso attraverso la spiaggia fino a che boccheggiando non attraversò la linea del traguardo. Esausto e completamente inzuppato di sudore si voltò a guardare come se la cavava il suo rivale. Con gioia e sorpresa vide che l’indigeno era ancora a metà strada dal traguardo. Lo guardò fluttuare sulla spiaggia con lunghe e sciolte falcate mentre un sorriso illuminava la sua bella faccia. Quando raggiunse il traguardo trovò l’inglese che saltando gridava: “Ho vinto, ho vinto!”
L’indigeno guardò l’inglese con incredulità. “Cosa? Hai vinto tu? No, io ho vinto, sono stato io il più bello!”

Dal libro "Body, mind and sport" di J. Drouillard

Tuesday, June 18, 2013

Une nouvelle guide est née !



Et voilà, Thom a eu son brevet !
:)
SUPER DUPER!!