Saturday, August 6, 2011

La Ville Rose, ma belle !

Apéro sur la Garonne, en plein evapo-transpiration !

which one doesn't belong?

Sunday, June 26, 2011

Musica maestro!

Avete mai provato le danze popolari?
Dovete assolutamente lanciarvi in un giro di Scottish, Mazurka, Polka, Rondeu (danza occitana in cui le donzellette che vengono dalla città volano, letteralmente!).
Vi consiglio di scegliervi un paesino di campagna, tra le colline che circondano la Ville Rose: il risveglio tra i girasoli merita!
Vi avverto: vi ritroverete a non tener il passo con un vecchietto arzillo dalle gote rosse, proprio come la mia nonna Mat, che balla con il cappello. Secondo me se lo era incollato in testa: era un tutto uno con il completo della festa, proprio come nei balli di altri tempi...
Yele, è tutto vero! :)

Poi vi consiglio di trascorrere il sabato in trance alle Siestes Electroniques alla Prairie des Filtres (Davide, inizio a prepararmi per l'anno prossimo ed il Boom Festival).

Domenica riposo, qualsiasi religione musicale professiate!
(direi che mi mancava solo il Gods of Metal...)

Date un orecchio a questi signorini e signorine: http://www.penguincafe.com/
"Telephon and Rubber Band" è da ipnosi!!

Giu, me li vai ad ascoltar vivi e vegeti, tu che passeggi per il London Bridge??


p.s. se passate qui stasera si ripara un sifone, poi pane appena sfornato e confettura di pesche fresca di invasettatura: la prova al cucchiaio è deliziosa!

Monday, June 6, 2011

E vissero felici e contenti...

Claire et Séverin...




...sur leur chariot
"Aimer, c’est partir à la découverte de quelqu’un, réellement, donc de soi, aussi. Faute de pouvoir articuler ce passage, qui est finalement toujours à faire, soit on vit répétitivement des petites passions systématiquement déçues, malgré la jouissance de la profanation répétée, soit on s’engage dans une relation conjugale morne qui se satisfait de ce qui est déjà-là. C’est la même chose concernant des idées, des lieux, des façons d’être dont on s’éprend à une époque de notre vie. À un moment, il faut regarder la vérité des choses, qui est certes décevante face à un désir de Solution ultime et absolue aux problèmes de l’existence mais qui est aussi d’une joie infinie si l’on arrive à en voir toute la complexité, la richesse, les potentialités, bref à voir ce qui est toujours en puissance dans ce qui est. L’être humain, ou ses créations, ce n’est pas un objet fini. Il est essentiellement à-être, comme disent les philosophes, un être en devenir, inachevé, en invention, un être imaginaire capable de commencements. Cette conscience de soi serait la maturité."

E forse è giunto il momento anche per la Sumi di essere matura ed investirsi, lei che scappa sempre prima della fine.

E allora, è o non è questo un esempio di maturità?

Sunday, May 22, 2011

Elogio della mia bicicletta nuova

Alfonsina Strada (http://en.wikipedia.org/wiki/Alfonsina_Strada) é la mia nuova bici, arrivata un mese fa ed ieri finalmente testata in salita: Col de Péguère e seguente colle non identificato (Anna, nulla in confronto ai tuoi passi doloMITICI!).
http://www.cols-cyclisme.com/pyrenees/france/peguere-depuis-la-mouline-c1368.htm

Memorie: tanti fiori, tante mucche, tante farfalle, l'acqua che finisce sull'ultima salita.

Visto il titolo ispirato ad un libro di Ivan Illich, ne approfitto per riportare l'incipit della lettura di questi giorni: "Descolarizzare la società", sempre di Ivan Illich. Davide, tardi, ma ci arrivai.

"Molti studenti, specie se poveri, sanno per istinto che cosa fa per loro la scuola: gli insegna a confondere processo e sostanza. Una volta confusi questi due momenti, acquista validità una nuova logica: quanto maggiore è l'applicazione, tanto migliori sono i risultati; in altre parole, l'escalation porta al successo. In questo modo si «scolarizza» l'allievo a confondere insegnamento e apprendimento, promozione e istruzione, diploma e competenza, facilità di parola e capacità di dire qualcosa di nuovo. Si «scolarizza» la sua immaginazione ad accettare il servizio al posto del valore. Le cure mediche vengono scambiate per protezione della salute, le attività assistenziali per miglioramento della vita comunitaria, la protezione della polizia per sicurezza personale, l'equilibrio militare per sicurezza nazionale, la corsa al successo per lavoro produttivo. Salute, apprendimento, dignità, indipendenza, e creatività si identificano, o quasi, con la prestazione delle istituzioni che si dicono al servizio di questi fini, e si fa credere che per migliorare la salute, l'apprendimento ecc. sia sufficiente stanziare somme maggiori per la gestione degli ospedali, delle scuole e degli altri enti in questione."
http://www.altraofficina.it/ivanillich/Libri/Descolarizzare/descolarizzare.htm

In assenza di fotogrammi dell'ascesa, riporto questo. Allora, mi stupì la fiducia riposta dal proprietario nel prossimo suo.

Sunday, March 13, 2011

DifferenziarSI

“ Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. ”
 
Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917.

p.s. si consiglia la visione di
http://www.youtube.com/watch?v=L36pRwn4r3Q

A grande richiesta!

 Eccomi ed ecco Molly, la mia chitarra!

Da poco più di un mese abbiamo cominciato insieme un corso di chitarra, perchè non c'erano corsi per sole chitarre, nè corsi di Susanna...malheureusement ! 
E così cerco di imparare a grattarle la pancia e lei, Molly, impara a ridere sulle armoniche...

Riprendo la mia vita tolosina e ci aggiungo nuovi colori, nuove sfumature e nuovi limiti da valicare!

Mi piace pensare questi limiti come il prossimo passo, il prossimo scalino, il prossimo punto di partenza (arrampicata insegna!)
E così, come mi scrive una zia epistolaria, i limiti non si temono più, ma si desiderano, si anelano.

Come ieri, prima corsa competitiva in montagna a squadre: non pensavo nemmeno di riuscire ad arrivare a dar il cambio alla mia compagna ed invece....volevo non fermarmi più!!
Troppa adrenalina!! Fantastico!!
E correre con gli occhi ed i polmoni che si riempiono di montagna è qualcosa di incredibile!!

La lista dei limiti prevede:
- far funzionare il BARRE senza l'aiuto di una seconda persona che mi immobilizza le mani (merci yanmarqui !)
- riuscire almeno a far un'acrobazia nella capoeira, prima che le mie vertebre da diversamente giovane mi abbandonino :)
- star in piedi su due onde di seguito (in WAX we trust!!)
- stare nei tempi fissati (forse mi servirebbe un metronomo a vita, anzichè un orologio..)
- far crescere sane e forti le mie piante

p.s. per chi so io, ricordi di Rio de Janeiro
https://picasaweb.google.com/susanna.strada/RioDeJaneiro?authkey=Gv1sRgCOeUgtHOoLbzqAE#

Dimenticavo: stupendo il nuovo album di PJ Harvey!!

Monday, January 31, 2011

Torno subito...



Per chi voleva veder l'evoluzione: Su 3.0.
Muito obrigada a Veronica que tirou as fotos!
Infine: no, non era il mio matrimonio :-)