Monday, October 8, 2012

Tic Tac, Tic Tac

La Mourelle (Simon, Alex, Su et Thom vus par Lio)
Dalle du Colonel (Thom et Su vus par Alex)
Quando si hanno le ore contante, due reazioni si possono avere:
andar in apnea o respirare.
Così tento di concentrarmi su di me, sul mio prossimo respiro e provo a dare una dimensione mia al tempo, magari imparando un poco dal pensiero africano, come racconta il giornalista polacco Kapuscinski in Ebano.

“Nel concetto europeo il tempo esiste obiettivamente, indipendentemente  dall’uomo, al di fuori di esso, ed è dotato di qualità misurabili e lineari. Secondo Newton il tempo è assoluto: ‘Il tempo assoluto, vero, matematico scorre in sé e per sé in virtù della sua stessa natura, uniformemente e senza dipendere da alcun fattore esterno’. L’europeo si sente schiavo del tempo, ne è condizionato, è il suo suddito in tutto e per tutto. Per esistere e funzionare deve osservare le sue ferree e inamovibili leggi, i suoi rigidi principi e le sue regole. Deve rispettare date, scadenze, giorni e orari. Si muove solo negli ingranaggi del tempo, senza i quali non può esistere. Ne subisce i rigori, le esigenze e le norme. Tra l’uomo e il tempo esiste un conflitto insolubile che si conclude inevitabilmente con la sconfitta dell’uomo: il tempo annienta l’uomo.
Gli africani autoctoni, invece, intendono il tempo in modo completamente opposto. Per loro si tratta di una categoria molto più flessibile, aperta, elastica, soggettiva. E’ l’uomo (un uomo, beninteso, che agisca conformemente al volere degli antenati e degli dèi) che influisce sulla forma del tempo, sul suo corso e ritmo. Il tempo è addirittura qualcosa che l’uomo può creare: infatti l’esistenza del tempo si manifesta attraverso gli eventi, e che un evento abbia luogo oppure no dipende dall’uomo. [...]
Il tempo si manifesta per effetto del nostro agire: se cessiamo la nostra azione o addirittura non l’intraprendiamo, esso sparisce. E’ come una materia sempre pronta a rinascere sotto il nostro influsso ma che, se non le trasmettiamo energia, cade in uno stato di ibernazione o addirittura di non essere. Il tempo è un’entità inerte, passiva e soprattutto condizionata dall’uomo.
L’esatto contrario del modo di pensare europeo.”

p.s. weekend di vie lunghe nel Neuvielle ... tra laghi e camosci

Wednesday, September 26, 2012

... despacito ...

A la cabane de La Larcarde, Vallée d'Ustou (merci à Xav pour la photo !) 
"L'attendere è un'arte che il nostro tempo impaziente ha dimenticato. Il nostro tempo vuole cogliere il frutto maturo non appena ha pintato un germoglio, ma gli occhi avidi sono ingannati in continuazione, perché il frutto, all'apparenza così prezioso, al suo interno è ancora acerbo e mani irrispettose gettano via con ingratitudine ciò che le ha così deluse. Chi non conosce l'acre beatitudine dell'attesa, cioè della mancanza nella speranza, non sperimenterà mai nella sua interezza la benedizione dell'adempimento."
D. Bonhoeffer

Sul cucuzzolo della montagna ... (merci Thom !)