“ Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. ”
Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917.
p.s. si consiglia la visione di
http://www.youtube.com/watch?v=L36pRwn4r3Q
“La fantasia fa parte di noi come la ragione: guardare dentro la fantasia è un modo come un altro per guardare dentro noi stessi”. Gianni Rodari
Sunday, March 13, 2011
A grande richiesta!
Eccomi ed ecco Molly, la mia chitarra!
Da poco più di un mese abbiamo cominciato insieme un corso di chitarra, perchè non c'erano corsi per sole chitarre, nè corsi di Susanna...malheureusement !
E così cerco di imparare a grattarle la pancia e lei, Molly, impara a ridere sulle armoniche...
Riprendo la mia vita tolosina e ci aggiungo nuovi colori, nuove sfumature e nuovi limiti da valicare!
Mi piace pensare questi limiti come il prossimo passo, il prossimo scalino, il prossimo punto di partenza (arrampicata insegna!)
E così, come mi scrive una zia epistolaria, i limiti non si temono più, ma si desiderano, si anelano.
Come ieri, prima corsa competitiva in montagna a squadre: non pensavo nemmeno di riuscire ad arrivare a dar il cambio alla mia compagna ed invece....volevo non fermarmi più!!
Troppa adrenalina!! Fantastico!!
E correre con gli occhi ed i polmoni che si riempiono di montagna è qualcosa di incredibile!!
La lista dei limiti prevede:
- far funzionare il BARRE senza l'aiuto di una seconda persona che mi immobilizza le mani (merci yanmarqui !)
- riuscire almeno a far un'acrobazia nella capoeira, prima che le mie vertebre da diversamente giovane mi abbandonino :)
- star in piedi su due onde di seguito (in WAX we trust!!)
- stare nei tempi fissati (forse mi servirebbe un metronomo a vita, anzichè un orologio..)
- far crescere sane e forti le mie piante
p.s. per chi so io, ricordi di Rio de Janeiro
https://picasaweb.google.com/susanna.strada/RioDeJaneiro?authkey=Gv1sRgCOeUgtHOoLbzqAE#
Dimenticavo: stupendo il nuovo album di PJ Harvey!!
Da poco più di un mese abbiamo cominciato insieme un corso di chitarra, perchè non c'erano corsi per sole chitarre, nè corsi di Susanna...malheureusement !
E così cerco di imparare a grattarle la pancia e lei, Molly, impara a ridere sulle armoniche...
Riprendo la mia vita tolosina e ci aggiungo nuovi colori, nuove sfumature e nuovi limiti da valicare!
Mi piace pensare questi limiti come il prossimo passo, il prossimo scalino, il prossimo punto di partenza (arrampicata insegna!)
E così, come mi scrive una zia epistolaria, i limiti non si temono più, ma si desiderano, si anelano.
Come ieri, prima corsa competitiva in montagna a squadre: non pensavo nemmeno di riuscire ad arrivare a dar il cambio alla mia compagna ed invece....volevo non fermarmi più!!
Troppa adrenalina!! Fantastico!!
E correre con gli occhi ed i polmoni che si riempiono di montagna è qualcosa di incredibile!!
La lista dei limiti prevede:
- far funzionare il BARRE senza l'aiuto di una seconda persona che mi immobilizza le mani (merci yanmarqui !)
- riuscire almeno a far un'acrobazia nella capoeira, prima che le mie vertebre da diversamente giovane mi abbandonino :)
- star in piedi su due onde di seguito (in WAX we trust!!)
- stare nei tempi fissati (forse mi servirebbe un metronomo a vita, anzichè un orologio..)
- far crescere sane e forti le mie piante
p.s. per chi so io, ricordi di Rio de Janeiro
https://picasaweb.google.com/susanna.strada/RioDeJaneiro?authkey=Gv1sRgCOeUgtHOoLbzqAE#
Dimenticavo: stupendo il nuovo album di PJ Harvey!!
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