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| La Mourelle (Simon, Alex, Su et Thom vus par Lio) |
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| Dalle du Colonel (Thom et Su vus par Alex) |
Quando si hanno le ore contante, due reazioni si possono avere:
andar in apnea o respirare.
Così tento di concentrarmi su di me, sul mio prossimo respiro e provo a dare una dimensione mia al tempo, magari imparando un poco dal pensiero africano, come racconta il giornalista polacco Kapuscinski in Ebano.
“Nel concetto europeo il tempo esiste obiettivamente,
indipendentemente dall’uomo, al di fuori di esso, ed è dotato di
qualità misurabili e lineari. Secondo Newton il tempo è assoluto: ‘Il
tempo assoluto, vero, matematico scorre in sé e per sé in virtù della
sua stessa natura, uniformemente e senza dipendere da alcun fattore
esterno’. L’europeo si sente schiavo del tempo, ne è condizionato, è il
suo suddito in tutto e per tutto. Per esistere e funzionare deve
osservare le sue ferree e inamovibili leggi, i suoi rigidi principi e le
sue regole. Deve rispettare date, scadenze, giorni e orari. Si muove
solo negli ingranaggi del tempo, senza i quali non può esistere. Ne
subisce i rigori, le esigenze e le norme. Tra l’uomo e il tempo esiste
un conflitto insolubile che si conclude inevitabilmente con la sconfitta
dell’uomo: il tempo annienta l’uomo.
Gli africani autoctoni, invece, intendono il tempo in modo
completamente opposto. Per loro si tratta di una categoria molto più
flessibile, aperta, elastica, soggettiva. E’ l’uomo (un uomo, beninteso,
che agisca conformemente al volere degli antenati e degli dèi) che
influisce sulla forma del tempo, sul suo corso e ritmo. Il tempo è
addirittura qualcosa che l’uomo può creare: infatti l’esistenza del
tempo si manifesta attraverso gli eventi, e che un evento abbia luogo
oppure no dipende dall’uomo. [...]
Il tempo si manifesta per effetto del nostro agire: se cessiamo la
nostra azione o addirittura non l’intraprendiamo, esso sparisce. E’ come
una materia sempre pronta a rinascere sotto il nostro influsso ma che,
se non le trasmettiamo energia, cade in uno stato di ibernazione o
addirittura di non essere. Il tempo è un’entità inerte, passiva e
soprattutto condizionata dall’uomo.
L’esatto contrario del modo di pensare europeo.”
p.s. weekend di vie lunghe nel Neuvielle ... tra laghi e camosci